Le forme di organizzazione psichica

Per la Sociologia Dinamica le forme di organizzazione psichica costituiscono un elemento centrale di ordine sociologico, sedimentatosi in un percorso di ricerca che inizia da Durkheim, per passare attraverso i successivi contributi di Parsons, Marcuse, Luhmann e Foucault. Si tratta di “forme dell’agire e dell’esperire umano”, modi di essere profondi, presupposti strutturali sui quali si innesta il sistema della identità e della personalità, che può a sua volta assumere una gamma assai differenziata di assetti e caratteristiche.
 

  1. Ascrittività. E’ la forma di organizzazione psichica più antica, ed è la tecnologia sociale che permette il funzionamento delle società tradizionali. Mentre costituiva un dato comune a tutte le civiltà fin dalle origini, il peculiare percorso di sviluppo storico-sociale dell’Occidente ha fatto sì che in molte società sia stata sostituita dalla Soggettività come forma di organizzazione psichica dominante, e ciò attraverso profonde trasformazioni sociali e culturali, a volte introdotte da eventi di carattere rivoluzionario. L’uomo Ascrittivo, nel dare senso e significato ai flussi di esperienza, parte dal presupposto di essere parte del disegno di un’entità superiore, di carattere trascendente, metafisico, magico, tradizionale o collettivo, da cui tutti gli aspetti della vita sono regolati e di cui in ogni momento è chiamato ad eseguire la volontà. Gli esseri umani non sono uguali, ma ciascuno deriva il proprio differente “status” dalla nascita, dall’appartenenza etnica, dal sesso biologico, dalla fede professata e soggiace ai vincoli del gruppo familiare, tribale o religioso, di cui si sente parte inseparabile in un regime di “condivisione necessaria”. L’Ascrittività non si trasmette attraverso la socializzazione, ma tramite acculturazione, e cioè la trasmissione integrale e autorevole di tutto il sistema di senso di un certo orientamento culturale o religioso da parte di un ascendente, di un maestro o di una comunità. I termini della relazione con l’altro sono dettati unicamente dalla conoscenza personale e diretta. 
     

  2. Soggettività. Risultato di una lunga evoluzione che ha caratterizzato il solo Occidente a partire dal Rinascimento e dalle Rivoluzioni Inglese (1688), Americana (1776) e Francese (1789), è la forma di organizzazione psichica dominante e insieme la tecnologia sociale che permette il funzionamento delle società moderne così come le conosciamo. Per potersi affermare ed essere riprodotta, richiede la presenza nel sistema sociale di alcuni presupposti. L’individuo è costruito come un Soggetto autoreferente, svincolato dalle proprie ascendenze di natura familiare, etnica o religiosa, titolare in proprio di diritti e doveri, formalmente uguale a tutti gli altri, libero di decidere il proprio destino sociale e di perseguire i propri obiettivi esistenziali attraverso “selezioni” e “prestazioni”. Le sue capacità peculiari sono quelle di saper investire le proprie energie negli obiettivi perseguiti riuscendo a differire la gratificazione di bisogni e desideri, orientata dal "principio di realtà" e quella di interpretare differenti "ruoli sociali", tanto nelle attività lavorative, quanto nella vita quotidiana, vincolata dalle sole "aspettative di ruolo" e dalla "disciplina" imposta da ciascuna organizzazione ai suoi appartenenti. Il miracolo della Soggettività è quello di permettere le interazioni sociali sulla sola base del ruolo rivestito prescindendo del tutto dalla conoscenza personale. Mentre la maggioranza degli autori, tra cui Parsons e Freud, la dà per scontata in ogni essere umano, Marcuse, Luhmann e Foucault dimostrano in modo diverso che la Soggettività non è innata, ma acquisita attraverso i processi di socializzazione primaria e secondaria ed è inoltre storicamente relativa e funzionale ad un ben preciso ordine sociale.
     

  3. Post-soggettività. E’ una forma di organizzazione psichica che deriva da un percorso di socializzazione incompiuto verso la Soggettività, ovvero dell’uscita da quest’ultima per gli effetti della caduta dei suoi presupposti nel sistema sociale. In ogni caso, non è una tecnologia sociale, perché nessuna società vi potrebbe essere fondata. Il Post-soggetto, pur mantenendo l’”autoreferenza” del Soggetto, attua, come preconizzato da Marcuse, la sostituzione del “principio di realtà” con il “principio del piacere”, per cui, mentre da un lato perde la capacità di indirizzarsi su obiettivi esistenziali concreti, dall’altro si lascia trasportare dalla molteplicità degli stimoli comunicativi ed emotivi cui è esposto e persegue in modo disorganizzato l’appagamento di bisogni e desideri e la ricerca di emozioni sempre più forti e del piacere immediato in tutte le  forme che gli risultano accessibili. La relazione con l’altro ha carattere meramente strumentale.
     

  4. Neo-Ascrittività. E’ una forma di organizzazione psichica che risulta da una uscita dalla Soggettività da parte di una persona socializzata, a seguito di un processo di acculturazione consensuale da parte di un gruppo di carattere religioso, esoterico, settario o fondamentalista. Il sistema di senso e significato cui vengono riferiti i flussi di esperienza è unicamente quello del gruppo, che viene attribuito all’entità di carattere trascendente, metafisico, magico, tradizionale o collettivo cui il gruppo si riferisce. La Neo-Ascrittività ha il potenziale di essere una tecnologia sociale funzionale esclusivamente a fondazioni di carattere comunitario costruite dai gruppi di riferimento attraverso apposite aggregazioni micro o macro-sociali.

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